di Dei e fotografie - locandina

Sabato 19 settembre alle ore 18.00 presenterò Gli Dei muoiono di fame alla libreria San Paolo di Alba (Via Vittorio emanuele 30/a). Ma dato che non mi piacciono le cose semplici, lo farò intrecciando i miei versi con le frasi del romanzo di GianCarlo Pagliasso, Fotografia 2. Il tutto condito da due lettori d’eccezione, Marte Costa e Ivo De Palma e buone birre artigianali.

Occhio all’evento Facebook!

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E così, in questo torrido inizio di agosto, Gli Dei muoiono di fame approfitta degli ingorghi in autostrada e delle città deserte per insinuarsi in librerie e store online

copertina Gli Dei muoiono di fameÈ stato avvistato qua e là nell’Internet (Per esempio su IBS, Libreria Universitaria, Amazon…), in formato cartaceo per i feticisti e in formato digitale per i nerd, ma anche in qualche libreria, come la San Paolo di Alba (Via Vittorio Emanuele 30 [aka Via Maestra 30])…

san paolo albaOvviamente potete ordinarlo presso la vostra libreria di fiducia o approfittare dello store online dell’editore Temperino Rosso (magari accattandovi anche una copia dell’ottimo Invettive Apotropaiche del cugino e collega e amico e compagno Francesco Bennardo). Esorto inoltre i generosi donatori della campagna di crowdfunding a informarmi circa l’arrivo della loro copia: in caso di mancato recapito provvederò prontamente!

Sto progettando qualche presentazione in giro in per lo stivale (e non solo… ma di questo ve ne parlerò poi), e perciò chiedo un aiuto a tutti voi! Conoscete librerie o locali nella vostra città dove si organizzano eventi del genere? Siete scrittori o avete amici scrittori con cui condividere l’evento? Mi rimetto a voi, fatemi sapere e diffondete, ma soprattutto… leggete! 🙂

copertina Gli Dei muoiono di fame

Con gioia vi annuncio che, dopo qualche mese dal termine della campagna di crowdfunding, è finalmente uscito Gli Dei muoiono di fame! Potete acquistarlo direttamente dal sito dell’editore Temperino Rosso (in formato cartaceo o e-book), oppure su Amazon (e-book), IBS, Libreria Universitaria e chi più ne ha più ne metta! Ovviamente è ordinabile anche presso la vostra cara vecchia libreria di fiducia… Per chi ha contribuito alla raccolta fondi, l’attesa è quasi terminata!

Per festeggiare l’imminente uscita della mia seconda raccolta, Gli Dei muoiono di fame, per i tipi di Temperino Rosso Edizioni, ho deciso di rilasciare gratuitamente per qualche tempo la mia prima opera, Dalla Parte di Huàscar (CFR edizioni, 2012). Spero possa incuriosirvi. Contiene qualche poesia giovanile e un nutrito numero di componimenti datati 2010-2012. Sono presenti anche le parti I e II di un poemetto ancora in itinere; in Gli Dei muoiono di fame potrete leggere la parte III.

Dalla parte di Huàscar

Scarica gratuitamente Enrico M. Di Palma, “Dalla parte di Huàscar” (CFR edizioni, 2012)

Arthur Rimbaud, giovinastro fra i più ganzi

Da giovane appassionato di poesia e aspirante vate dei popoli e delle nazioni, mi interrogo spesso su come vadano le cose nel magico mondo dello scrivere in versi. Non che mi paghino per farlo eh, sia chiaro. Anzi, vi dirò, fra tutti i possibili temi da affrontare, quello dei soldi è il meno interessante. La poesia non si è mai venduta, non si comincerà certo adesso. E, tutto sommato, anche le bagarre sul self-publishing, sull’editoria a pagamento, sulle agenzie letterarie, sul crowdfunding mi annoiano abbastanza.
La percezione che la gente ha della poesia, invece sì, mi interessa; non tanto per fare il pop a tutti i costi, ché come sapete proprio non mi si attaglia, quanto piuttosto per capire su quale pianeta sono, e in quale tempo. Nemmeno lo scrittore più trascendentale può sottrarsi a questo collocarsi nel mondo, pena una sorta di autismo spacciato per autoreferenzialità mallarmeana.
Ecco, in questi due anni, muovendomi timidamente in un mondo che non conoscevo, quello dei poeti e dei critici, ho capito che anche la poesia è dominata dai vecchi. No no, non comincio con robe sulla rottamazione, sul “mandiamoli a casa” e cose simili, anche se ormai i blog famosi fanno soprattutto cose del genere. Anche perché, tutto sommato, la poesia si porta dietro un’aura di venusta solennità, se non da sempre almeno da quando, alle elementari, non compare sul sussidiario il faccione ipotetico di quell’orbo vecchiardo di Omero. E questo non è un male. La poesia è conservazione, è ricordo, è discendenza, e forse proprio l’eccesso del “nuovo” ha, a un certo punto, fatto scricchiolare il tutto. Eppure, se penso alla poesia, la prima immagine che mi sovviene non è quella di Berlusconi assistente geriatrico; è piuttosto quella di un bambino in piedi sulla sedia che recita filastrocche sul Natale, o quella di un sedicenne scapigliato (nel senso di spettinato, eh) che si strugge per una tizia vista in un bar… Quello che è cambiato, evidentemente è a questo livello. La poesia era una ragazzata, un gioco. Nel bene e nel male, sia chiaro: era una cosa non redditizia e non seria, quindi un po’ inutile e deprecabile, ma sapeva di fresca ingenuità, di genuina espressione, di interesse disinteressato.
Lo so, adesso pensate che stia per partire un pistolotto nostalgico sul mondo che fu, sui treni in orario, sulle bonificazioni dell’Agro Pontino e roba di questa risma. No. Non è che ci siamo di colpo tutti rimbecilliti, e non è vero che io sono il giovane salvatore poeta del nuovo millennio (cioè, questo un po’ è vero, ma non ditemelo troppe volte che poi arrossisco). I giovani non sono più interessati alla poesia perché ci sono tante nuove forme sintetiche e simboliche d’espressione, che si integrano meglio con la nostra vita, virata verso la semplificazione tecnologica e l’interconnessione. Niente di male, se non fosse che la poesia non è sostituibile al 100% con Twitter, con i cori da stadio, con la Pausini e con gli slogan pubblicitari; lo è, forse, per una buona parte, ma rimane una fetta di significazione che non può esservi trasferita: è la difficoltà. Il confronto con la complessità, con il multiforme, con i limiti e con le scalate del pensiero, delle emozioni, della lingua, queste sono le componenti che solo la poesia, fra i mezzi di comunicazione sintetico-simbolici, può raggiungere.
Non temiamo, dunque, la complessità, la profondità; non facciamoci schiacciare da un mondo così complesso da farci sfuggire nell’immediato, nel semplice, nel già dato. Non arrocchiamoci in posizioni di sicurezza, di coerenza, di pace: tentiamo il verso, che poi si cucca anche abbastanza.

[Interpretazione, traduzione ed editing: Ivo De Palma]

Grazie alla casa editrice Temperino Rosso, “Gli Dei muoiono di fame” potrebbe vedere la luce in formato cartaceo! È iniziata ieri una campagna di crowdfunding tramile la piattaforma “Produzioni dal basso”: l’obiettivo è di raggiungere 420 € in tre mesi. Potete contribuire con una libera donazione, ma il consiglio è di selezionare la voce “ricompense”: per 12 € riceverete una copia del libro (spese di spedizione incluse). Qualora non si raggiungesse la cifra pattuita, nessun soldino vi sarà tolto. Vi chiedo di condividere questa iniziativa con tutti quelli che potrebbero essere interessati, vi ringrazio di cuore!

Non fosse altro che per poter ammirare su carta le illustrazioni di Anisa Spaho 😉

Ieri ho presentato il mio Gli Dei muoiono di fame a Casa Ciabbotto, bellissimo locale/enoteca/ristorante di Verduno (CN); insieme a me Gaia Ginevra Giorgi, che ha presentato la sua raccolta Vomitavo Vertigini. Dopo di noi si è esibito il cantautore torinese Mezzafemmina. Grazie a tutti i presenti e in particolare ad Adolfo Ferrero che ha coordinato il tutto!

Per l’occasione, oggi venerdì 19 e domani sabato 20 dicembre 2014, il mio libro sarà nuovamente disponibile GRATIS su Amazon! Regalatevelo 😉

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