Recensioni a Dalla parte di Huàscar

 

La reazione è un ritorno al corpo, alla fisicità, alla decostruzione di tutti gli intellettualismi che dissacrano gli ultimi barbagli di libertà mentale e ci consegnano a un sub-umanesimo sempre più becero e vuoto. C’è l’eco della politica, della cronaca, dell’oggidiano. In conclusione, mi sento di affermare, con sicurezza che siamo di fronte a una poesia già forte, già adulta, altro che “giovanile” e tanto meno “esordiente”. Sarà pure “opera prima”, ma di tutto rispetto, a prescindere dall’età del poeta.

Estratto della nota critica di Gianmario Lucini

 

La ripetizione ossessiva, sincopata da una sovrapposizione di linguaggi denota una evidente predisposizione musicale, nel ritmo dei versi, e nelle frequenti indicazioni di partitura.
L’opera è chiaramente una denuncia alla costrizione sociale del fare, non pensare, che investe innegabilmente anche certi aspetti del fare letterario. Una presa di posizione a cercare ostinatamente il rapporto con una poesia che a questo punto non può che trovarsi nel silenzio metropolitano dei volti stanchi dei peruviani, o nello smog di una Milano raccontata con grande schiettezza. […] Un’evacuazione poetica da manuale, cui consegue l’ovvia, inquietante domanda: e adesso, dov’è finito il poeta?  Dunque un tentativo consapevole di tirare al proprio mulino quanta più acqua possibile, per vedere chi annega fra il poeta e l’incapacità di comunicare decentemente propria dei comuni mortali ma reciprocamente causa ed effetto di quella dei cosiddetti “poeti colti”. E quindi, non rimane che attendere il secondo libro di Di Palma per sapere la sorte del poeta…

Estratto della recensione di Gabriella Modica sulla rivista Versante Ripido

 

Ma, soprattutto, la risposta fondamentalmente e auspicabilmente ricavabile dai versi di Di Palma è un senso altrettanto forte di possibile speranza nei destini della poesia come strumento di conoscenza e di intervento sulla realtà, una forma di accettazione della sua necessità vitale. La scrittura lirica gli serve per accettarsi e, nello stesso tempo, mettersi in gioco, prendere posizione a fianco di chi è destinato a essere sconfitto ma non per questo intende demordere e arrendersi (ciò lo destina a prendere posizione “dalla parte di Huáscar”). […] Così si trova a protestare il poeta contro se stesso e le convenzioni della sua scrittura, così si appiglia a se stesso per continuare a sperare, così si ritrova nella vita per difenderne l’improbabile significato. Scrivere poesia per Di Palma implica andare oltre la poesia in nome di qualcos’altro che non è dato conoscere ma che bisogna sempre continuare a cercare.

Recensione di Giuseppe Panella sul sito La poesia e lo spirito

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: